Indicizzare sito web: l’intento di ricerca è qualcosa di “umano” i bot lo sanno (oggi)

Portatile motore di ricerca e indicizzazzione

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Indicizzare un sito web è spesso un processo che avviene in automatico e perciò viene interpretato come un fattore puramente tecnico, ma l’intento di ricerca che si trova alle spalle di una determinata keyword è qualcosa di estremamente umano e contribuisce al valore del tuo portale.

Potrebbe suonare paradossale all’orecchio di molti, specie se da anni si occupano di progettazione siti web e posizionamento organico, ma oggi i motori di ricerca sono dotati di strumenti intelligenti e capaci di intendere i desideri umani che si celano dietro alle domande su internet. Per questo motivo non è più possibile trattare l’argomento indicizzazione come si faceva vent’anni fa. Nel corso dell’articolo vedremo alcuni importanti cambiamenti di cui è essenziale tenere conto, ma prima è necessario chiarire la distinzione tra indicizzazione e posizionamento.

Indicizzazione e posizionamento di un sito internet sono cose diverse

grafico con fluttazioni nelle statistiche per indicizzare un sito internet

L’indicizzazione di un sito web corrisponde al momento in cui il portale viene inserito all’interno di specifici database (dinamici) dei motori di ricerca, in base alle keyword che ne identificano gli argomenti.

È la fase intermedia tra la scansione e il posizionamento.

I crawler dei motori di ricerca elaborano ogni giorno migliaia di pagine internet per comprenderle e classificarle. Il sito web viene scansionato da questi spider che, se lo riterranno opportuno, procederanno poi all’indicizzazione ovvero ad assegnarli specifiche caratteristiche per poi essere velocemente recuperato e restituito quando un utente compie una ricerca che potrebbe trovare risposte proprio in quel portale.

L’ordine con cui il motore di ricerca restituisce l’elenco di siti che trattano il tema cercato dall’utente è il posizionamento: se la tua pagina web sarà ritenuta di valore per una query specifica, apparirà nei primi risultati. Far sì che il tuo sito sia indicizzato significa semplicemente esser certo che Google potrà decidere di posizionarlo qualora sia opportuno farlo.

Penso sia chiaro ormai che l’indicizzazione non equivale ad essere nelle prime pagine di Google. Tuttavia, è un prerequisito necessario, perciò, assicurati che i crawler di Mountain View non incontrino ostacoli all’interno del tuo sito. Per farlo lo strumento più affidabile è sicuramente Google Search Console, gratuito e messo a disposizione da Google stessa.

Come indicizzare un sito web su Google: dallo stuffing all’intento di ricerca

Ora che abbiamo chiarito questa importante distinzione possiamo entrare nell’aspetto più interessante di questo articolo: come è cambiata l’indicizzazione dei siti web dal 1990 a oggi? L’algoritmo dei motori di ricerca si è fatto sempre più avanzato ed oggi è capace di comprendere differenze semantiche inimmaginabili sino a qualche decennio fa. Per questo motivo anche il modo di proporre il proprio sito web ai crawler è diverso.

L’indicizzazione agli albori di internet

Agli albori di internet tutti motori di ricerca, Google compreso, erano piuttosto farraginosi e fiscali. Per ogni stringa inserita nella casella di ricerca, Google scansionava le pagine web a sua disposizione e sceglieva quelle che la contenevano più spesso. Quindi un buon modo per indicizzare il proprio sito web era inserire dei meta tag ridondanti e ripetitivi. Il risultato finale era qualcosa di spesso illeggibile per gli esseri umani ma molto chiaro per i software dei motori di ricerca. In questo modo aumentavano le probabilità di ottenere un posizionamento oltre all’indicizzazione. Per quest’ultima era necessario spammare ovunque l’indirizzo del proprio sito web: ti ricordi forum intasati di link nei commenti?

Indicizzare un sito web nel 2012

Con il passare del tempo i motori di ricerca si sono fatti più precisi e accurati, smettendo di girare per i web all’impazzata seguendo ogni link che trovavano all’interno di un forum. Sono state stabilite nuove pratiche per dare maggior rigore e ordine alle attività di scansione e indicizzazione.

Proprio in questo periodo nascono strumenti ancora oggi utilizzati come appunto la Search Console. Tra le nuove indicazioni per i webmaster rientrano anche quelle di progettare un portale coerente e di creare una sitemap, ovvero un albero gerarchico dei contenuti presenti sul sito web. In questo modo i BOT di Google possono ottenere delle “indicazioni stradali” da seguire su ogni portale online. È ovvio che creare strutture precise aiuterà nell’indicizzazione.

indicizzazione di un sito web, scritta di "non riuscita per errore tecnico"

La modernità e l’avvento dell’intento di ricerca

Ormai da qualche anno internet è un posto decisamente migliore grazie al continuo aggiornamento degli algoritmi di Google. Oggi per indicizzare un sito web è sufficiente creare una sitemap in modo manuale oppure sfruttando un plugin automatico e inviarla Google tramite lo strumento Google Search Console. In poche ore saprai se il tuo sito è stato indicizzato meno.

Il tool ti segnalerà anche eventuali problematiche di natura tecnica come dei blocchi su determinate pagine o contenuti. In questo modo saprai sempre se qualche risorsa è inaccessibile per gli spider di Google oppure se è tutto a posto.

Ovviamente queste sono solo le prime best practices per assicurarsi di avere un sito indicizzabile da Google che comunque si riserva la possibilità di non farlo qualora il tuo contenuto non risulti utile ai suoi occhi.

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Full Stack Designer

Nasco con la passione per il Design e il web, fin da molto piccolo questo mondo mi ha sempre incuriosito sviluppando una professione che amo e che voglio condividere.

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